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Ciano è la frazione di Zocca più lontana dal capoluogo, circa 13 km; anche questo borgo, così come altre località del comune di Zocca, si è ingrandito e notevolmente sviluppato anche grazie all’aumento del transito sulla strada che lo attraversa, ma soprattutto grazie alla laboriosità della popolazione e della capacità di operare nel settore agricolo. A Ciano troviamo uve da tavola e pregiate uve da vino; intenso è pure l’allevamento del bestiame. Ciano, indicato anticamente con il nome di Cilano, risulta attestato per la prima volta nel 934 in una concessione di terre dell’abate di Nonantola. Nel secolo XII obbediva a propri valvassori sottoposti alla sovranità del comune di Modena, che lo fece fortificare. Il suo dominio passò sotto l’egida estese che lo aggregò alla podesteria di Montetortore e nel 1637 il marchese Francesco Montecuccoli lo sottopose alla podesteria di Guiglia, e i suoi discendenti continuarono a possederlo fino al 1797. La chiesa di san Lorenzo risale ai primi anni del ‘900: notevole è il suo organo recentemente restaurato. Di un certo interesse sono il nucleo rurale con oratorio settecentesco denominato ‘I Boschi’ e i ruderi delle mura castellane e l’oratorio del Castellaccio, località sede di insediamenti umani già dalla preistoria, come dimostra il fortuito ritrovamento nel 1993 di un piccolo frammento di ansa a corna falcate databile alla fase avanzata del Bronzo medio (BM3: dalla metà del sec. XV alla metà/fine del sec. XIV a. C.). Questo reperto è ora conservato presso il Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena. In epoca medioevale, invece, sorgevano qui un castello, il Castrum Ciliani o Aliani, e probabilmente la chiesa dedicata a S. Margherita di Antiochia con l’annesso Campo dei morti, già citata nel 1291 nel libro delle decime imposte dalla S. Sede. Il castello fu poi compreso fra quelli che Bonifacio VIII, con il lodo del 1299, decretò che fossero restituiti dai Bolognesi ai Modenesi; i conflitti tuttavia continuarono e, a seguito del testamento del marchese Azzo d’Este del 1308, sembra venisse rioccupato dai Bolognesi. Nel 1336 gli Estensi riconquistarono Modena e l’anno dopo ricevettero la dedizione dei principali capi del Frignano; Montalto e Montetortore si sottomisero ai Modenesi insieme alle altre località del distretto plebano di Semelano e di Ciano solo nel 1338. L’ubicazione del castello di Ciano nella zona del confine assai instabile tra Bologna e Modena fece sì che, fino al secolo XVI, il territorio di Ciano fosse funestato da frequenti lotte e scorrerie di banditi. In seguito Ciano, entrato a far parte della podesteria di Montetortore, rimase con essa per lo più sotto il diretto controllo della Camera Ducale estense attraverso la figura di un podestà nominato dal duca; nel 1612, tuttavia, fu infeudato al conte Giovanni Maria Barbieri Fontana, che nell’anno 1629 fu investito anche del titolo di marchese di Montalbano. La famiglia Barbieri, originaria di Castelnuovo, era presente a Modena nei primi decenni del Cinquecento ed aveva raggiunto un’importante posizione sociale con il notaio Giovanni Maria che aveva ottenuto dal duca Alfonso d’Este la nobiltà modenese e si era unito in matrimonio con Teresa Fontana (discendente dai Fontana di Montetortore). Un nipote che portava lo stesso nome fu poi nominato erede dal prozio Lodovico Fontana, con l’obbligo di aggiungere il cognome e lo stemma dei Fontana. Giovanni Maria Barbieri Fontana, disponendo così di un consistente patrimonio e ben introdotto presso la corte estense, riuscì ad ottenere l’investitura della contea di Ciano dove possedeva beni derivanti dall’eredità Fontana per una rendita annua di 400 scudi. Nell’ambito di un piano teso a nobilitare ulteriormente la propria famiglia ed in accordo con il fratello don Crisostomo, allora monaco dell’Abbazia di San Pietro in Modena, si fece quindi promotore della costruzione di un’abbazia benedettina, dipendente da Modena, sui resti del castello di Ciano. È il caso di ricordare che l’oratorio, in occasione dei lavori di ricostruzione della chiesa parrocchiale di San Lorenzo (fine sec. XIX), ospitò provvisoriamente le celebrazioni religiose, mentre si utilizzò come canonica l’edificio cinquecentesco posto all’inizio della salita che conduceva al castello. Il Comune di Zocca, proprietario di questo complesso, ha di recente promosso il restauro di un antico dipinto ad olio su tela raffigurante San Benedetto, già collocato nell’oratorio ed ora visibile presso la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo in Ciano. Nel Castellaccio, che rappresenta quindi l’antico nucleo abitativo di Ciano, è da segnalare ancora una casa di abitazione databile al XVI secolo che presenta, nella parte più bassa coperta a capanna, un portale ad arco a tutto sesto in mattoni intonacati.

Ciano - Ciano è la frazione di Zocca più lontana dal capoluogo, circa 13 km; anche questo borgo, così come altre località del comune di Zocca, si è ingrandito e notevolmente sviluppato anche grazie all'aumento del transito sulla strada che lo attraversa, ma soprattutto grazie alla laboriosità della popolazione e della capacità di operare nel settore agricolo. A Ciano troviamo uve da tavola e pregiate uve da vino; intenso è pure l'allevamento del bestiame. Ciano, indicato anticamente con il nome di Cilano, risulta attestato per la prima volta nel 934 in una concessione di terre dell’abate di Nonantola. Nel secolo XII obbediva a propri valvassori sottoposti alla sovranità del comune di Modena, che lo fece fortificare. Il suo dominio passò sotto l'egida estese che lo aggregò alla podesteria di Montetortore e nel 1637 il marchese Francesco Montecuccoli lo sottopose alla podesteria di Guiglia, e i suoi discendenti continuarono a possederlo fino al 1797. La chiesa di san Lorenzo risale ai primi anni del ‘900: notevole è il suo organo recentemente restaurato. Di un certo interesse sono il nucleo rurale con oratorio settecentesco denominato 'I Boschi' e i ruderi delle mura castellane e l’oratorio del Castellaccio, località sede di insediamenti umani già dalla preistoria, come dimostra il fortuito ritrovamento nel 1993 di un piccolo frammento di ansa a corna falcate databile alla fase avanzata del Bronzo medio (BM3: dalla metà del sec. XV alla metà/fine del sec. XIV a. C.). Questo reperto è ora conservato presso il Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena. In epoca medioevale, invece, sorgevano qui un castello, il Castrum Ciliani o Aliani, e probabilmente la chiesa dedicata a S. Margherita di Antiochia con l’annesso Campo dei morti, già citata nel 1291 nel libro delle decime imposte dalla S. Sede. Il castello fu poi compreso fra quelli che Bonifacio VIII, con il lodo del 1299, decretò che fossero restituiti dai Bolognesi ai Modenesi; i conflitti tuttavia continuarono e, a seguito del testamento del marchese Azzo d’Este del 1308, sembra venisse rioccupato dai Bolognesi. Nel 1336 gli Estensi riconquistarono Modena e l’anno dopo ricevettero la dedizione dei principali capi del Frignano; Montalto e Montetortore si sottomisero ai Modenesi insieme alle altre località del distretto plebano di Semelano e di Ciano solo nel 1338. L’ubicazione del castello di Ciano nella zona del confine assai instabile tra Bologna e Modena fece sì che, fino al secolo XVI, il territorio di Ciano fosse funestato da frequenti lotte e scorrerie di banditi. In seguito Ciano, entrato a far parte della podesteria di Montetortore, rimase con essa per lo più sotto il diretto controllo della Camera Ducale estense attraverso la figura di un podestà nominato dal duca; nel 1612, tuttavia, fu infeudato al conte Giovanni Maria Barbieri Fontana, che nell’anno 1629 fu investito anche del titolo di marchese di Montalbano. La famiglia Barbieri, originaria di Castelnuovo, era presente a Modena nei primi decenni del Cinquecento ed aveva raggiunto un’importante posizione sociale con il notaio Giovanni Maria che aveva ottenuto dal duca Alfonso d’Este la nobiltà modenese e si era unito in matrimonio con Teresa Fontana (discendente dai Fontana di Montetortore). Un nipote che portava lo stesso nome fu poi nominato erede dal prozio Lodovico Fontana, con l’obbligo di aggiungere il cognome e lo stemma dei Fontana. Giovanni Maria Barbieri Fontana, disponendo così di un consistente patrimonio e ben introdotto presso la corte estense, riuscì ad ottenere l’investitura della contea di Ciano dove possedeva beni derivanti dall’eredità Fontana per una rendita annua di 400 scudi. Nell’ambito di un piano teso a nobilitare ulteriormente la propria famiglia ed in accordo con il fratello don Crisostomo, allora monaco dell’Abbazia di San Pietro in Modena, si fece quindi promotore della costruzione di un’abbazia benedettina, dipendente da Modena, sui resti del castello di Ciano. È il caso di ricordare che l’oratorio, in occasione dei lavori di ricostruzione della chiesa parrocchiale di San Lorenzo (fine sec. XIX), ospitò provvisoriamente le celebrazioni religiose, mentre si utilizzò come canonica l’edificio cinquecentesco posto all’inizio della salita che conduceva al castello. Il Comune di Zocca, proprietario di questo complesso, ha di recente promosso il restauro di un antico dipinto ad olio su tela raffigurante San Benedetto, già collocato nell’oratorio ed ora visibile presso la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo in Ciano. Nel Castellaccio, che rappresenta quindi l’antico nucleo abitativo di Ciano, è da segnalare ancora una casa di abitazione databile al XVI secolo che presenta, nella parte più bassa coperta a capanna, un portale ad arco a tutto sesto in mattoni intonacati. Pro Loco Zocchese prolocozocca.it Ciano - Ciano è la frazione di Zocca più lontana dal capoluogo, circa 13 km; anche questo borgo, così come altre località del comune di Zocca, si è ingrandito e notevolmente sviluppato anche grazie all'aumento del transito sulla strada che lo attraversa, ma soprattutto grazie alla laboriosità della popolazione e della capacità di operare nel settore agricolo. A Ciano troviamo uve da tavola e pregiate uve da vino; intenso è pure l'allevamento del bestiame. Ciano, indicato anticamente con il nome di Cilano, risulta attestato per la prima volta nel 934 in una concessione di terre dell’abate di Nonantola. Nel secolo XII obbediva a propri valvassori sottoposti alla sovranità del comune di Modena, che lo fece fortificare. Il suo dominio passò sotto l'egida estese che lo aggregò alla podesteria di Montetortore e nel 1637 il marchese Francesco Montecuccoli lo sottopose alla podesteria di Guiglia, e i suoi discendenti continuarono a possederlo fino al 1797. La chiesa di san Lorenzo risale ai primi anni del ‘900: notevole è il suo organo recentemente restaurato. Di un certo interesse sono il nucleo rurale con oratorio settecentesco denominato 'I Boschi' e i ruderi delle mura castellane e l’oratorio del Castellaccio, località sede di insediamenti umani già dalla preistoria, come dimostra il fortuito ritrovamento nel 1993 di un piccolo frammento di ansa a corna falcate databile alla fase avanzata del Bronzo medio (BM3: dalla metà del sec. XV alla metà/fine del sec. XIV a. C.). Questo reperto è ora conservato presso il Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena. In epoca medioevale, invece, sorgevano qui un castello, il Castrum Ciliani o Aliani, e probabilmente la chiesa dedicata a S. Margherita di Antiochia con l’annesso Campo dei morti, già citata nel 1291 nel libro delle decime imposte dalla S. Sede. Il castello fu poi compreso fra quelli che Bonifacio VIII, con il lodo del 1299, decretò che fossero restituiti dai Bolognesi ai Modenesi; i conflitti tuttavia continuarono e, a seguito del testamento del marchese Azzo d’Este del 1308, sembra venisse rioccupato dai Bolognesi. Nel 1336 gli Estensi riconquistarono Modena e l’anno dopo ricevettero la dedizione dei principali capi del Frignano; Montalto e Montetortore si sottomisero ai Modenesi insieme alle altre località del distretto plebano di Semelano e di Ciano solo nel 1338. L’ubicazione del castello di Ciano nella zona del confine assai instabile tra Bologna e Modena fece sì che, fino al secolo XVI, il territorio di Ciano fosse funestato da frequenti lotte e scorrerie di banditi. In seguito Ciano, entrato a far parte della podesteria di Montetortore, rimase con essa per lo più sotto il diretto controllo della Camera Ducale estense attraverso la figura di un podestà nominato dal duca; nel 1612, tuttavia, fu infeudato al conte Giovanni Maria Barbieri Fontana, che nell’anno 1629 fu investito anche del titolo di marchese di Montalbano. La famiglia Barbieri, originaria di Castelnuovo, era presente a Modena nei primi decenni del Cinquecento ed aveva raggiunto un’importante posizione sociale con il notaio Giovanni Maria che aveva ottenuto dal duca Alfonso d’Este la nobiltà modenese e si era unito in matrimonio con Teresa Fontana (discendente dai Fontana di Montetortore). Un nipote che portava lo stesso nome fu poi nominato erede dal prozio Lodovico Fontana, con l’obbligo di aggiungere il cognome e lo stemma dei Fontana. Giovanni Maria Barbieri Fontana, disponendo così di un consistente patrimonio e ben introdotto presso la corte estense, riuscì ad ottenere l’investitura della contea di Ciano dove possedeva beni derivanti dall’eredità Fontana per una rendita annua di 400 scudi. Nell’ambito di un piano teso a nobilitare ulteriormente la propria famiglia ed in accordo con il fratello don Crisostomo, allora monaco dell’Abbazia di San Pietro in Modena, si fece quindi promotore della costruzione di un’abbazia benedettina, dipendente da Modena, sui resti del castello di Ciano. È il caso di ricordare che l’oratorio, in occasione dei lavori di ricostruzione della chiesa parrocchiale di San Lorenzo (fine sec. XIX), ospitò provvisoriamente le celebrazioni religiose, mentre si utilizzò come canonica l’edificio cinquecentesco posto all’inizio della salita che conduceva al castello. Il Comune di Zocca, proprietario di questo complesso, ha di recente promosso il restauro di un antico dipinto ad olio su tela raffigurante San Benedetto, già collocato nell’oratorio ed ora visibile presso la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo in Ciano. Nel Castellaccio, che rappresenta quindi l’antico nucleo abitativo di Ciano, è da segnalare ancora una casa di abitazione databile al XVI secolo che presenta, nella parte più bassa coperta a capanna, un portale ad arco a tutto sesto in mattoni intonacati. Pro Loco Zocchese prolocozocca.it

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