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Giovanni Maria Bononcini (o Buononcini)

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Violinista, compositore e teorico della musica italiana del periodo barocco, Giovanni Maria Bononcini nasce a Montecorone di Zocca da Lucio e Lucia il 23 settembre 1642. Studia violino e composizione con Marco Uccellini, capo degli strumentisti del duca di Modena, e si perfeziona in contrappunto e composizione con padre Agostino Bendinelli da Lucca. Il 19 febbraio 1662 sposa Anna Maria Prezi dalla quale ha otto figli, di cui soltanto due, Giovanni e Antonio Maria, sopravvivono diventando musicisti come il padre. Stimato dai suoi maestri e consapevole delle sue capacità (di cui aveva dato prova componendo e pubblicando a Venezia, nel 1666 e 1667, e a Bologna, nel 1669, le prime opere strumentali), il Bononcini entra al servizio dei duchi d’Este a Modena forse prima ancora del 21 marzo 1671, quando è nominato, per interessamento della duchessa reggente Laura Martinozzi, violinista della Cappella del duomo di Modena, succedendo al defunto Giovanni Mazzi, e divenendo al contempo suonatore del concerto degli strumenti della corte Estense; dal 1672 diviene membro dell’Accademia Filarmonica di Bologna. Nel novembre 1673 ancora la protezione della duchessa Laura gli vale il posto di maestro della Cappella del duomo modenese, in successione al titolare, padre Mario Agatea, che lasciava la città, e al posto di Giuseppe Colombi, suo rivale, allora violinista capo degli strumentisti a corte e maestro di violino del giovane duca Francesco II, che lo aveva raccomandato. Tra il 1666 ed il 1675 pubblica ben otto raccolte di musica strumentale, tra cui sonate da camera e da chiesa; sul frontespizio dell’Opera VI’ per la prima volta si qualifica ‘accademico filarmonico di Bologna’, anche se non è stato possibile dimostrare concretamente il legame con il mondo musicale bolognese, non avendo rintracciato documenti o testimonianze di conferma. E’ probabile, quindi, che la sua posizione tra gli iscritti sia stata quella di Musico Forestiero, a cui corrispondeva un impegno meno rigido e gravoso rispetto a quello di accademico vero e proprio. La più importante delle sue raccolte è senz’altro l’Opera VIII’, ossia il ‘Musico prattico’, un ottimo trattato di contrappunto pubblicato nel 1673. La caratteristica essenziale della sua arte è l’uso e lo sviluppo dello stretto contrappunto, rilevabile non solo nelle sonate da chiesa, ma anche in quelle da camera, contrappunto libero da ogni scolasticismo e ricco sempre d’espressione. Pubblica inoltre un’ampia produzione di canoni ed altri brani di genere contrappuntistico. Il 29 giugno 1677 muore la moglie Anna Maria, appena trentacinquenne, dando alla luce l’ultimogenito Antonio Maria: nell’impossibilità di accudire la famiglia per gli impegni di lavoro, Giovanni Maria è costretto, il 30 ottobre dello stesso anno, a contrarre nuove nozze con la sorella del parroco di S. Pietro, Barbara Agnese Tosatti. Affranto e malato, continua a comporre e a dare alle stampe nuove opere vocali. Muore a Modena il 18 novembre 1678.

Giovanni Maria Bononcini (o Buononcini) - Violinista, compositore e teorico della musica italiana del periodo barocco, Giovanni Maria Bononcini nasce a Montecorone di Zocca da Lucio e Lucia il 23 settembre 1642. Studia violino e composizione con Marco Uccellini, capo degli strumentisti del duca di Modena, e si perfeziona in contrappunto e composizione con padre Agostino Bendinelli da Lucca. Il 19 febbraio 1662 sposa Anna Maria Prezi dalla quale ha otto figli, di cui soltanto due, Giovanni e Antonio Maria, sopravvivono diventando musicisti come il padre. Stimato dai suoi maestri e consapevole delle sue capacità (di cui aveva dato prova componendo e pubblicando a Venezia, nel 1666 e 1667, e a Bologna, nel 1669, le prime opere strumentali), il Bononcini entra al servizio dei duchi d'Este a Modena forse prima ancora del 21 marzo 1671, quando è nominato, per interessamento della duchessa reggente Laura Martinozzi, violinista della Cappella del duomo di Modena, succedendo al defunto Giovanni Mazzi, e divenendo al contempo suonatore del concerto degli strumenti della corte Estense; dal 1672 diviene membro dell'Accademia Filarmonica di Bologna. Nel novembre 1673 ancora la protezione della duchessa Laura gli vale il posto di maestro della Cappella del duomo modenese, in successione al titolare, padre Mario Agatea, che lasciava la città, e al posto di Giuseppe Colombi, suo rivale, allora violinista capo degli strumentisti a corte e maestro di violino del giovane duca Francesco II, che lo aveva raccomandato. Tra il 1666 ed il 1675 pubblica ben otto raccolte di musica strumentale, tra cui sonate da camera e da chiesa; sul frontespizio dell’Opera VI' per la prima volta si qualifica 'accademico filarmonico di Bologna', anche se non è stato possibile dimostrare concretamente il legame con il mondo musicale bolognese, non avendo rintracciato documenti o testimonianze di conferma. E’ probabile, quindi, che la sua posizione tra gli iscritti sia stata quella di Musico Forestiero, a cui corrispondeva un impegno meno rigido e gravoso rispetto a quello di accademico vero e proprio. La più importante delle sue raccolte è senz'altro l'Opera VIII', ossia il 'Musico prattico', un ottimo trattato di contrappunto pubblicato nel 1673. La caratteristica essenziale della sua arte è l'uso e lo sviluppo dello stretto contrappunto, rilevabile non solo nelle sonate da chiesa, ma anche in quelle da camera, contrappunto libero da ogni scolasticismo e ricco sempre d'espressione. Pubblica inoltre un'ampia produzione di canoni ed altri brani di genere contrappuntistico. Il 29 giugno 1677 muore la moglie Anna Maria, appena trentacinquenne, dando alla luce l’ultimogenito Antonio Maria: nell'impossibilità di accudire la famiglia per gli impegni di lavoro, Giovanni Maria è costretto, il 30 ottobre dello stesso anno, a contrarre nuove nozze con la sorella del parroco di S. Pietro, Barbara Agnese Tosatti. Affranto e malato, continua a comporre e a dare alle stampe nuove opere vocali. Muore a Modena il 18 novembre 1678. Pro Loco Zocchese prolocozocca.it

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